Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

giovedì 14 febbraio 2019

Buon San Valentino con "La Melodia del Cuore"



Torniamo ad Armonia questa volta facendo un tuffo nel passato, infatti siamo negli anni ‘50 del secolo scorso e i protagonisti di questa storia sono Gemma e Rodolfo  (i nonni della nostra Giulia -“La Melodia Sibilante”).


Questo breve racconto è completamente indipendente da tutti i libri della Saga e, pur essendone fortemente impregnato, è, e resterà per sempre, gratuito.
Alla scuola di Armonia, l’ultimo giorno di scuola, viene organizzato il “Ballo dei Diplomati” sono ammessi soltanto i ragazzi del quarto anno con le loro dame o cavalieri.
In via del tutto eccezionale, siamo invitati anche noi, ma solo in veste di osservatori! ;)

Ecco, solo per voi le prime pagine ;)

La Melodia del Cuore



Gemma si tormentava nervosamente le mani. Era sola nelle stalle e aspettava Rodolfo. Dalia l'aveva assistita mentre si preparava per la grande serata. Le aveva acconciato i suoi lunghi capelli biondo scuro adornandoli con piccoli boccioli di rosa e poi l’aveva aiutata a indossare quel magnifico abito, da sola non avrebbe di certo potuto farcela. Il vestito era meraviglioso, una nuvola rosa e bianco perla, un corpetto, una lunga gonna con tanti strati... Quando si era vista nello specchio della sua camera, si era sentita una principessa!
Sospirò con il cuore gonfio di gioia e carico di aspettativa. Deglutì a fatica e ammise a se stessa, per la prima volta in vita sua, di sentirsi bella e di esserne felice.
Essere belle è una maledizione”. Le parole di sua madre continuavano a tornarle in mente nei momenti meno opportuni, come per impedirle di gioire.
Stava cercando di liberarsi a fatica dalla sua opprimente educazione rigida e bigotta. Da quando aveva messo piede ad Armonia, aveva tolto ogni giorno un piccolo strato che soffocava il suo cuore e adesso si sentiva quasi completamente libera di essere se stessa. E si sentiva bella.
Sentì un rumore e si voltò verso l'entrata.
Sarà Rodolfo?
«Ciao Gemma.» La voce di Vincenzo precedette il suo arrivo. Era mesta e titubante, proprio come il suo aspetto. «Volevo vederti prima di lui» disse piano in tono cospiratore.
Fece qualche passo incerto verso di lei e la guardò ammirato spalancando gli occhi. «Sei più incantevole del solito...»
Gemma arrossì appena, era strano vedere Vincenzo così vulnerabile. Lui era sempre impertinente e scherzoso. Dopo essersi arreso alla scelta di Gemma, l'aveva rassicurata dicendole che era molto felice che lei e Rodolfo si fossero finalmente chiariti e segretamente fidanzati, ma... Gemma poteva percepire chiaramente la sua sofferenza: lui l'amava ancora.
Allungò le mani verso di lui. «Grazie Vincenzo» gli disse dolcemente. «Sei l'amico più caro e affezionato che io abbia mai avuto e...» Sentì una lacrima scivolarle sul viso. «Io ti voglio e ti vorrò sempre un bene infinito!» Anche la voce ebbe un cedimento.
Vincenzo allungò una mano e le raccolse la lacrima con una dolce carezza. «Lo so, Gemma.» Le regalò finalmente quel suo mezzo sorriso impertinente e affascinante. «Ora smettila di corteggiarmi in modo così sconveniente, lo sai che non posso portare via la fidanzata al mio più caro amico!» La rimproverò divertito.
Gemma arrossì e si ritrasse. «Ma che dici?» Lo colpì al braccio indispettita ma rasserenata, per fortuna era tornato a essere il solito burlone.
Prima ancora di sentire i passi, Gemma percepì la presenza di Rodolfo, stava arrivando. Trattenne il fiato e alzò gli occhi verso l'entrata.
«Grazie per aver intrattenuto la mia dolce Gemma, amico mio.» La voce calda e un po’ ruvida di Rodolfo fece scattare Vincenzo sull'attenti. Il rimprovero era velato di ironia e affetto, ma era molto evidente.
«Sparisco» sussurrò a Gemma, le strizzò l’occhio con aria complice e, detto fatto, si dileguò.
Gemma posò lo sguardo sulla sagoma di Rodolfo che, imponente, occupava interamente l'entrata.
Il suo cuore prese a battere incontrollato e i sentimenti che provava per lui esplosero avvolgendola come una dolce melodia.
Rodolfo ridusse velocemente la distanza che li separava e le afferrò entrambe le mani, incatenandola con i suoi magnetici occhi azzurri.
Gemma non riusciva quasi a respirare. La lieve tristezza che ancora le aleggiava nel cuore per la sofferenza del suo caro amico, l'agitazione per il ballo, il timore che Rodolfo all'ultimo momento avesse un impegno impellente e annullasse l'appuntamento...
Tutto svanì, sostituito dalla presenza di lui.
Gemma era stata a lungo combattuta tra i sentimenti che provava per i due ragazzi. Vincenzo aveva fatto subito breccia nel suo cuore, era amichevole, dolce, intelligente e sempre al suo servizio, ma quello che provava per Rodolfo era qualcosa che la lasciava senza fiato. Nonostante il suo carattere burbero e impulsivo, nonostante l'avesse fatta piangere e soffrire molte volte per i suoi dubbi e le sue assenze; quando era con lui, il suo cuore si riempiva d'amore, il suo mondo diventava meraviglioso, tutte le emozioni intense e travolgenti che le faceva provare annullavano completamente qualsiasi momento negativo avesse dovuto affrontare.
Valeva la pena aver vissuto qualsiasi difficoltà, non aveva nessuna remora.
Rodolfo la guardava con gli occhi leggermente socchiusi e il viso inclinato, non parlava, ma Gemma poteva percepire i suoi sentimenti. Ci riusciva con tutti, era come sentire un odore particolare, in quel momento lui profumava d'amore, ammirazione e profondo rispetto.
Non le disse che era bella. Lei non se lo sarebbe nemmeno aspettato; non era un ragazzo di molte parole.
«Grazie.» La sorprese invece con un sussurro.
Gemma lo studiò. «Per cosa?» chiese incuriosita.
Rodolfo rimase ancora un po’ in silenzio a contemplarla appagato, le prese una mano e se la portò alle labbra, chiuse gli occhi inspirando il suo profumo e posando un dolce bacio sulla sua pelle.
Quel semplice gesto la fece vibrare dal profondo e sentì le gambe farsi deboli e instabili.
«Per aver scelto me» disse lui aprendo gli occhi all’improvviso. «So che non ti ho reso la vita facile» ammise. «E mi dispiace.»
Gemma rimase piuttosto sorpresa.
Si sta in qualche modo scusando? Quel ragazzo!
Gli sorrise e allungò una mano per accarezzargli il viso reso leggermente ruvido dalla barba corta «È il mio cuore che ha scelto te.» Sospirò emozionata e poi non poté fare a meno di aggiungere esasperata: «Non certo la mia testa!»
La risata di Rodolfo esplose bassa e il mondo divenne più bello e luminoso.
Lui scosse la testa divertito e le porse il braccio. «Andiamo, mia dolce Gemma.» Si voltò verso la porta, ma continuò a guardarla di sottecchi. «Il ballo ci aspetta.»
Gemma si appoggiò a lui e uscirono dalle stalle.
...

Spero che questa breve visita ad Armonia vi incuriosca. Ho scritto l'intera storia di Gemma e Rodolfo, dal loro primo incontro fino al giorno del coronamento del loro amore; il loro romanzo (che è mooolto lungo e romantico) si intitola La Melodia Vincolante.


Fatemi sapere che ne pensate!
Claudia : )

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