Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

lunedì 10 giugno 2019

Della Costa Luisa - Dusnasi Lucia


Due lunghi racconti dai ragazzi della scuola media Volta di Genova Cornigliano che hanno partecipato al laboratorio "Un giorno ad Armonia".
Tutti questi racconti faranno parte della nuova raccolta "edizione 2019" che uscirà quest'estate. Nel frattempo potete leggere quelle degli scorsi anni, gli ebook sono gratuiti! (Edizioni 2017 - 2018)

  Della Costa Luisa


Era mattina presto, gli uccellini cantavano i fiori sbocciavano e la rugiada scivolava lungo i bellissimi petali delle rose. Giulia quattordicenne era molto eccitata stava per incominciare il suo primo giorno di scuola; verso un cammino lungo pieno di montagne e da impetuosi e spaventosi burroni da scavalcare. Pensate che stava già iniziando a farsi i lavaggi di cervello per cercare di sembrare alle altre persone una ragazza seria quando serve ma con un grande cuore per le persone a cui tiene e che hanno bisogno.
Con grande fatica si alzò dal letto, si stropicciò gli occhi e andò a fare colazione. Come ogni giorno la stessa routine ma quel giorno era tutto più bello, con grande sorpresa la mamma aveva preparato delle gustose crepes, ma il bello viene ora: erano a tutti i gusti possibili e immaginabili; erano al cioccolato fondente, al latte, con la marmellata di pesche, ciliegie, more, frutti di bosco e tante altre. Per un attimo Giulia non seppe quale prendere, poi si decise senza pensarci tantissimo: prese la crepes con la marmellata di rose, una squisitissima marmellata che aveva quasi il gusto di lampone ma aveva un odore…indescrivibile!! La mamma aveva fatto questa delizia con dei bellissimi e profumatissimi petali di rosa presi dal giardino di fronte a casa che Giulia teneva sempre molto in ordine. In questo giardino c’erano solo rose di tutti i colori erano tutte, e quando dico tute significa proprio TUTTE, tenute benissimo neanche una appassita o con un petalo marcio.
Finita l’intensa colazione decise di vestirsi e di avviarsi per andare a scuola. Si mise un finissimo vestitino e immaginate un po’ che disegni aveva?? Enormi petali di rosa!! A parte questo piccolo dettaglio Giulia si mise in cammino dopo aver dato un bacio ai suoi genitori, aveva uno zainetto con lo stretto indispensabile per la giornata: un piccolo quadernetto un astuccio e il suo libro preferito (nel caso ci fosse stato un momento di delusione o di tristezza per potersi confrontare con la sua amichetta Camilla del libro) aveva anche un piccolo pupazzeto molto carino con degli occhioni a cui Giulia non resisteva mai. Lo utilizzava spesso durante le ricreazioni degli anni passati per non fargli pensare a quei ragazzi arroganti che c’erano nella sua classe che non facevano altro che prenderla in giro per i suoi continui look da hippie. Facendo così Giulia veniva presa ancora di più in giro, certo parlare tutte le sante ricreazioni con un pupazzetto non era certo normale e lo sapeva bene anche lei.
Arrivata davanti alla scuola si accorse che mancavano ancora 20 minuti all’apertura della scuola e con un po’ di vergogna decise di mettersi dalle scalinate a lato della scuola per mettersi a leggere il suo libro che per fortuna aveva portato con se. Mano a mano che passava il tempo arrivavano tantissimi ragazzi alcuni un po’ più robusti altri più magrolini e indifesi. Non passò molto al suono della campanella che notò subito delle piccole e strane persone che assomigliavano a dei folletti, avevano attaccata alla giacca un’etichetta con su scritto ‘guardiani della scuola di Musicomagia’ a Giulia scappò un sorrisino pensando che delle personcine così piccole potessero fare da ‘guardiani’. Avevano una stana divisa con dei piccoli flauti che ogni tanto cambiavano forma come un’immagine specchiata nell’acqua che viene poi rotta da un piccolo pesciolino che si muove. Giulia era rimasta un po’ basita, infatti aveva assunto l’espressione di una persona idiota: bocca aperta, sguardo che non si sa bene dove vada a finire, e la forma del corpo ricordava molto l’uomo sapiens data la sua schiena leggermente ricurva e le braccia a penzoloni. Immaginandosi se stessa vista dagli altri si rimise bene senza neanche farsi tante domande su quelle strane persone e abititni, anche perché tutti erano belli tranquilli anzi sembrava quasi non vedessero ciò che stesse succedendo, perciò pensò che fosse tutto frutto della sua stupida immaginazione.
Arrivarono in bellissimo cortile sarà stato grosso come tre campi da calcio ma pieno di fiori di tutti i colori, una piccola parte dedicata allo svago infatti c’erano dei piccoli ombrelloni con sdraio, un piccolo laghetto per darsi una rinfrescata, un campo da Pallasuono….
Ogni tanto si vedevano spuntare qualche animaletto strano ma adorabile con il proprio padrone un po’ meno. C’erano topogalli, gattufi, apescioline, canorsi… ogni animale come avrete capito è un mix tra due animali della nostra realtà. A tutte le domande di Giulia ci furono abbastanza risposte dopo dieci minuti, quando furono portati in una stanza dove si trovavano tante piccole uova colorate.
Spuntò un omone alto e robusto con un vocione che rimbombava da tutte le parti; inizio il suo discorso con un gran bel ‘CIAO’ e incominciò:
‘Cari ragazzi io sono Filippo, il vostro professore di ‘educazione degli animusi’ spero di esservi simpatico e di non darvi noia perciò tagliamo corto. Come avrete già visto ci sono delle stupende uova davanti a voi. Ognuno di voi ne avrà una ma per fare questo dovete prendere il vostro bel flauto e in cominciare a suonare questa “melodia rivelante”, ecco fate scorrere questo testo, mentre la suonate dovete metterci tutte le vostre emozioni, stati d’animo e come dire… presentarvi e siate voi stessi! Successivamente pensate ad un’immagine molto significativa per voi spiegate il perché (sempre nelle vostre menti, mi raccomando) e, se avrete eseguito tutto correttamente, un uovo di questi vi darà un segnale cioè apparirà sul guscio l’immagine che gli avete trasmesso! Stupendo vero?’
Finito il discorso c’erano persone che avevano già il loro adorato uovo tra le mani con una bellissima immagine nel guscio, alcuni avevano immagini della propria famiglia, altri con i propri amici ed altri ancora con il loro amico a quattro zampe.
Giulia iniziò ad andare in panico, non riusciva a trovare il suo uovo inizialmente pensò avesse sbagliato tutto che avesse sbagliato addirittura tipo di scuola… poi ad un certo punto lo vide! Era il più piccolo di tutti nascosto in fondo al fienile tra la paglia. C’era rappresentata un’immagine molto significativa per Giulia: lei da piccolina in braccio ai suoi carissimi nonni mancati tre anni prima. Non aveva mai provato tutte quelle bellissime sensazione con altre persone solo ed esclusivamente con i suoi carissimi nonni!
Filippo si congratulò con lei osservando attentamente l’immagine. Quando tutti ebbero in mano il loro uovo iniziò a spiegare come dovevano accudire il loro piccolo animaletto.
‘Gli animusi si nutrono di musica, ma non a caso solo ricca di emozioni del proprio padrone’, spiegò anche che si sarebbe saputo soltanto alla loro nascita che tipo di animusi fossero.
Lasciarono un po’ di tempo libero ai nuovi alunni per potersi orientare nella scuola. Giulia fu subito attratta da un piccolo roseto situato dietro la scuola, anche a cento metri di distanza si poteva sentire il magnifico odore di rose che le facevano venire in mente un mucchio di bellissimi ricordi. Bastò un attimo che Giulia cadde in un sonno profondo cullata dal dolce sapore di rose; sognò di diventare una ragazza mooolto intelligente con tantissimi amichi …ma il bello venne ora, sognò di correre incontro ai suoi nonni, divertendosi a fare dipinti del paesaggio e un pel pic-nic, ma poi tutto si fermo, una voce la stava chiamando ma lei non ne voleva saperne di aprire gli occhi proprio in quel momento tanto felice ma poi uno scrollone la svegliò di colpo…
Era una signora di mezza età con occhi enormi e viso con qualche rughetta qua e là, mani ben curate e un bel vestitino… anzi aspetta un po’ era uno di quei vesti con i flauti che si muovono!! Era oltre che ad un guardiano una signorina della servitù della preside ed era andata a recuperare tutti gli alunni dispersi per la scuola perché ci sarebbe stato il tanto atteso discorso della preside.
Arrivarono davanti al portone dell’aula magna; un aula abbastanza grande da poter ricevere tutti gli alunni della scuola, la signora la invitò ad entrare e così fece. C’era un silenzio da cimitero e fu proprio lei ad interromperlo aprendo quel portone tanto vecchio quanto rumoroso. Tutti la guardarono con un puntò interrogativo poi alzò lo sguardo e vide lo sguardo penetrante della preside.
‘Buongiorno, Giulia, come mai in ritardo ti sarai mica fatta un sonnellino, giusto?? Forza accomodati fra i tuoi compagni.’
Giulia era tutta rossa gli occhi si erano appannati e non vedeva più niente, non voleva stropicciarsi gli occhi per paura che qualcuno pensasse che stesse piangendo così se ne andò a posto senza vedere niente e prendendo, povera lei, un mucchio di spigoli dei tavoli nei fianchi.
La preside incominciò il discorso: ‘A parte questo piccolo inconveniente, vi auguro di incominciare bene l’anno scolastico, vi faccio il mio imbocca al lupo, ma prima dovete sapere che questa scuola è molto diversa dalle altre, se non avete voglia di lavorare, studiare e di fare lavori in gruppo, bene, allora la porta è là - anche se farete un po’ fatica ad aprirla visto che è un po’ vecchia - …qui trovate il vostro orario della settimana provvisorio, mi raccomando andate a riposare presto non fate gli scalmanati alla sera perché non vogliamo vedere zombie girare per la scuola. Come vedrete soprattutto il primo anno sarà molto difficile e faticoso, ma tranquilli durante l’anno ci saranno delle feste in costume come la festa dell’amicizia e tante altre … vi auguro un buon anno a tutti!!’
Subito dopo vennero assegnate le stanze, Giulia era insieme ad una ragazzina di nome Camilla, già le stava simpatica aveva proprio il come della protagonista del suo libro preferito e a guardarla bene era molto simile anche nella descrizione fisica. Era molto bella con delle lentiggini lungo il naso e le guance, capelli arancioni e occhi verdi, assomigliava ad una bellissima principessa. Inoltre era anche simpatica e si volevano già molto bene dopo la prima serata passata insieme, parlarono della loro famiglia di avvenimenti successi molto bizzarri ma poi suonò la campanella del copri fuoco e dovettero andare a dormire.
Giulia si addormentò con un unico pensiero: farsi dei veri amici come Camilla.

 Dusnasi Lucia


"Signorina White, venga, ha vinto il premio per lo studio per la medicina contro il cancro, non è felice?"
"Certo che lo sono..."
Neanche il tempo di prendere il premio e mi sveglio, peccato, era solo un sogno, quella maledetta sveglia ha suonato di nuovo.
Vado in cucina e mi siedo a tavola, faccio colazione e dico a mia madre del sogno bellissimo che ho fatto la scorsa notte, lei mi sorride e mi dice:
"Sai non sempre c'è una spiegazione scientifica... Lo sai maddy".
Io annuisco con la bocca piena di cereali, ah… Ma che stupida mi sono dimenticata di presentarmi, mi chiamo Maddison White per gli amici Maddy, ho tredici anni e il mio sogno nel cassetto è diventare una scienziata, io penso che a tutto ci sia una spiegazione scientifica. Non so perché sia così felice, oggi sarà il mio ultimo giorno nella mia scuola. Mia mamma non mi vuole dire dove andrò, da quel che ho capito è una scuola musicale, beh, io so suonare a malapena la chitarra.
Mi avvio per andare a scuola, le lezioni come al solito sono noiose meglio che non ve le racconti o vi addormentereste. Dopo aver salutato i miei compagni vado a casa mi preparo le valigie e vado alla stazione. Mia mamma mi rassicura, mi dice di stare attenta e di essere prudente io le faccio un sorriso e le dico che andrà tutto bene.
Salita sul treno vedo una ragazza con i riccissimi capelli rossi tantissime lentiggini che guarda dal finestrino con aria malinconica, non ci faccio molto caso, quindi mi metto a dormire.
Bipp, un rumore assordante mi sveglia, guardo dal finestrino del treno e leggo fermata "Armonia".
Mi guardo attorno, tutte le persone sono sparite c'è soltanto la ragazza dai capelli rossi che mi fissa, io mi giro per vedere se dietro di me ci fosse qualcuno ma i suoi occhi sono sgranati verso di me.
Prendo la mia valigia e scendo dal treno e wow, rimango a bocca aperta. La Scuola è immensa, con un enorme portone, ci sono tutti i ragazzi che entrano, quindi senza pensarci due volte li seguo.
Mi ritrovo in una grande stanza, tutti si siedono sulle poltrone e i divanetti che sono rivolti verso i professori. Mi siedo su un divanetto a tre posti e ho la sensazione di essere osservata, tutti mi guardano e bisbigliano indicandomi.
Quando tutti hanno preso posto le porte della sala si spalancano. Entra una signora alta con tante rughe intorno agli occhi, tiene i capelli neri con una coda altissima, dall'espressione sembra rigida e severa.
Si siede insieme ai docenti e a gran voce dice:
"Benvenuti alla scuola di Musicomagia di Armonia."
Tutti applaudono.
"Io sono la preside della scuola, la signorina Rouge, quest'anno sarà un po’ diverso da quelli passati; diamo il benvenuto alla signorina Maddison White…"
Io rimango pietrificata quando pronuncia il mio nome, mi dirigo verso di lei e tutti mi applaudono.
Finita la cerimonia raggiungo la preside con mille domande nella testa, appena la vedo le corro incontro, le dico: "Perché?"
Lei Con un sorriso come se sapesse a cosa mi stessi riferendo mi dice: "Non lo sai?"
"No" le rispondo. Mi porta nel suo ufficio e rimango scioccata.
"Maddison, tua madre veniva a scuola qui, questa non è una scuola come le altre, lo sai che la magia esiste? Tua Mamma aveva salvato questa scuola trent’anni fa da una catastrofe."
Io le chiedo: "Che catastrofe?"
"Una magia oscura aveva colpito la scuola e loro riuscirono a trovare l'incantesimo per scacciarla, se non l'avessero trovata… No,non voglio neache pensare cosa sarebbe successo".
Esco dall'ufficio della preside, sono scioccata e mi chiedo perché mia madre non me l'avesse mai detto, scaccio questi pensieri andando a dormire. Nel Corridoio incontri la ragazza con i capelli rossi e mi dice: "Piacere, Lucy."
Io le sorrido: "Piacere, Maddison."
Sono passati tre mesi da quando sono arrivata ad Armonia, ho imparato a fare magie con il flauto, sono un asso in tutti gli sport e Lucy è diventata la mia migliore amica, io qui sono riconosciuta come la ragazza speciale, ma non mi sento tanto speciale in fondo è mia madre che ha salvato la scuola.
Adesso sono con Lucy nel nostro nascondiglio segreto, sotto la scuola c'è un piccolo bosco con una grande quercia è lì che studiamo di solito, oggi studiamo storiamagica; mentre sto sfogliando il libro arriva un ragazzo alto, magrolino, con i capelli castani mi dice che la preside mi vuole nel suo ufficio, io inizio ad avere il male alla pancia dall'ansia.
Arrivata nell'ufficio, lei mi fa sedere mi guarda con aria felice e mi dice: "Sei stata scelta per rappresentare la scuola di Armonia, fra due settimane ci sarà una gara si chiama inventa la pozione."
Le domandai: "Che cosa dovrei fare?"
"Dovrai inventare una pozione che sarà una cura per una malattia che ti diranno i grandi maghi."
Io a questa proposta sono titubante ma rispondo di sì,comunque il mio sogno è quello di trovare una sorta di cura per una malattia.
Vado subito da Lucy per dirle tutto ciò che mi ha detto la preside, lei mi dice che è una bellissima opportunità e che non avrei dovuto sprecarla, solo che ora c'è bisogno di un buon allenamento con le pozioni.
È arrivato il grande giorno, mi sto dirigendo insieme alla preside dove si terrà la gara. Appena arriviamo c'è una piccolissima porta la apro e all'interno ci trovo una sala enorme con tutti i ragazzi delle altre scuole, io mi posiziono sul tavolo e mi preparo le cose.
Entra nella stanza un uomo alto e grosso che ci dice: "Ragazzi state pronti...3...2...1… Inizia la gara!!!!"
Io afferro il flauto e inizio con la formula magica, sul foglio che ci hanno dato c'è scritto la malattia per cui dobbiamo trovare la cura, la pestemagica una malattia che può venire solo ai maghi che ti fa diventare un demone antimusica e sarebbe una catastrofe se qualcuno la contraesse. Ho quasi finito e voilà.
"Finito!!!!" urlo.
L'uomo si dirige verso di me e mi dice di aspettare che gli altri finiscano, appena tutti hanno terminato mettiamo la boccetta delle pozioni in una scatola, così testeranno se è effettivamente la pozione per curare la malattia.
Sono passate alcune ore da quando tutti gli scienziatimaghi si sono messi a testare ogni singola boccetta di pozione; ad un certo punto urlano: "Congratulazioni, signorina Maddison White, ha vinto!!!"
Io mi alzo ed esulto di gioia, prendo la mia boccetta di pozione.
Il signore alto e grosso mi dice: "Allora, non è felice?!!"
Gli rispondo: "Certo che lo sono!!"
E così mi ricordo del sogno che ho fatto prima di venire ad armonia e tra me e me mi dico: "Wow , i sogni se ci credi possono diventare realtà!!"

Wow, Luisa e Lucia, i miei complimenti, che belle avventure! Sono sicura che questi racconti piaceranno anche ai miei lettori, vero?
Lasciate un commento per queste ragazze, molto creative, chissà che non diventino autrici anche loro?

A presto con i racconti della scuola di Prato!
Claudia








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