Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

lunedì 11 luglio 2022

Un Giorno ad Armonia - anteprime 2023 - Navone Giovanni - Nikousokhan Erika



Buongiorno, Cari Amici Lettori, anche oggi ritorniamo insieme ad Armonia per le nostre lezioni estive 😎

leggiamo in anteprima le storie di Giovanni ed Erika

della scuola Scafiti di Busalla (Genova) che faranno parte della futura edizione 2023. 

L'edizione 2022 è stata pubblicata ai primi di giugno (qui il post per saperne di più)

(cliccate invece qui per saperne di più sul laboratorio #armonialatuastoria)

 Giovanni Navone

UNA SPARIZIONE MISTERIOSA



Dopo un'estate calda e afosa, era arrivato il momento di pensare a quale scuola scegliere e me, come a molti dei miei compagni, la scuola di Armonia sembrava essere perfetta.

Nella scuola di Armonia si suonava e suonare è sempre stata una delle cose che mi piacevano di più e inoltre la scuola assegnava meno compiti rispetto alle altre. Cosa sicuramente importante per ogni studente che, come me, non ha voglia di passare molto tempo sui libri durante il pomeriggio. E poi, non dimentichiamoci degli animusi: ad ognuno di noi ne sarebbe stato assegnato uno e la curiosità di cosa fossero era irresistibile.

Il primo giorno era arrivato e, come prima cosa, eravamo stati accompagnati da un professore alle stalle dove avremmo ricevuto il nostro uovo di animusi; io ne avevo ricevuto uno tutto verde. Mai visto un uovo così prima di allora, verde come le foglie degli alberi e grande più o meno come un’arancia.

La scuola si faceva già interessante.

Il secondo giorno di scuola però mai mi sarei immaginato che sarebbe potuta succedere una cosa così spaventosa.

Eravamo nelle nostre camerate, quando ci arrivò la notizia che era sparito l’uovo dell’animusi del nostro compagno Giorgio.

Tutta la scuola si mise in fermento, erano tutti scossi perché in anni e anni non era mai capitato che sparisse un uovo.

Dopo la notizia, le lezioni furono interrotte, quindi tutti gli alunni più i professori si misero alla ricerca dell'uovo.

Controllammo tutte le camere per capire se qualcuno aveva deciso di fare lo spiritoso nascondendo l'uovo.

Un po’ lo speravamo perché la cosa si sarebbe risolta rapidamente con una bella ramanzina e niente più.

Ma neanche nelle camere c'era traccia dell'uovo perduto.

Sembrava volatilizzato.

Alcuni miei compagni andarono di persona a parlare con Giorgio per capire se la sera prima avesse avuto l’uovo con sé, ma Giorgio non ricordava nulla, come sottoposto a un incantesimo.

Ispezionammo praticamente tutta la scuola, ma non c'era ancora traccia dell'uovo di Giorgio; avevamo addirittura iniziato a cercare dietro libri e quadri quando…

Spostando un libro sporgente in un angolo della biblioteca il muro tremò e si spostò rivelando un ingresso segreto.

C'era una scala che scendeva parecchio e che portava ad una stanza con un letto, una cucina e un bagno.

Rimaneva solo una porta chiusa, da cui uscivano dei piccoli rumori metallici, ci avvicinammo di soppiatto, quando uno dei professori la spalancò di colpo.

All'interno della stanza c'era uno schermo che controllava delle telecamere sparse per tutta la scuola.

Ma non c'era traccia di persone, come se fosse stato abbandonato prima del nostro arrivo.

Eravamo molto confusi, però notammo una piccola scrivania con sopra appoggiato l’uovo di Giorgio che, sollevato per averlo ritrovato, lo riprese e lo mise all'interno della sua sacca.

Era molto tardi quindi tornammo tutti nelle nostre camere, ognuno con il suo uovo custodito gelosamente.

Chi aveva preso l’uovo di Giorgio poteva benissimo prenderne un altro e non avevamo ancora capito che intenzioni avesse.

Il giorno dopo, la preside fece un discorso per scusarsi di tutto il trambusto causato dalla sparizione dell'uovo e ci spiegò che neanche lei era a conoscenza del passaggio segreto al di sotto della biblioteca.

Ci rassicurò tutti che una cosa del genere non sarebbe mai più accaduta e le lezioni sarebbero proseguite sempre per il verso giusto.

Le lezioni proseguirono normalmente tutto l'anno. Ogni tanto scendevamo per cercare di capire chi abitasse in quella stanza, ma non incontrammo mai nessuno, anche se sembrava che qualcuno in realtà continuasse a starci.

L'ultimo giorno di scuola stavamo scendendo le scale, quando, alla fine della rampa, incontrammo la preside che era solita starsene nel suo ufficio a compilare scartoffie: ci disse che stava semplicemente controllando la situazione.

Noi non ci fidavamo e le facemmo svariate domande finché ad un tratto…

Ci disse una cosa che ci fece accapponare la pelle: lei non era una persona normale, ma un alieno che aveva preso le sembianze della preside!

Era lei che moltissimi anni fa aveva portato gli animusi sulla terra, studiava il comportamento dei ragazzi nei confronti di quegli strani “animali” e, dopo tanti anni, aveva voluto sperimentare la reazione dei ragazzi alla scomparsa di un uovo.

Anche quello faceva parte dello studio, capire se veramente i ragazzi erano responsabili nei confronti di quegli strani esseri.

Era rimasta stupita, perché nessuno si era tirato indietro dalle ricerche, tutti erano realmente preoccupati e, dopo il ritrovamento, avevano dimostrato ancora di più il senso di responsabilità nei confronti dell’uovo che era stato loro affidato.

Solitamente alla fine della scuola il nostro “animale” veniva lasciato nelle stalle, dove avremmo potuto andare a trovarlo e lo avremmo ritrovato l’anno successivo, ma, come premio per il nostro impegno, quest’anno, chi voleva e aveva modo di occuparsene, avrebbe potuto portarlo a casa con sé per parte dell’estate.

È stato il regalo più bello che avessi mai potuto ricevere, io avevo una casa grande con un bel giardino e Jimmy, così l’avevo chiamato, avrebbe potuto rimanere sempre con me!

 Nikousokhan Erika

AMORE NON PUÒ ESSERE FERMATO

Non riesco a smettere di guardarla. È così bella che vorrei fissarla per anni. È bella sia fisicamente, sia di carattere. Lei è la ragazza più bella che io abbia mai visto. Si chiama Giulia. Tutti pensano che io e lei siamo migliori amici. Ma io non penso che sia così. Lei è una persona molto più importante di un'amica. Qualcosa che non posso descrivere a parole. Forse io, Pietro, il ragazzo più bello della città e della scuola, sono innamorato di Giulia? Non posso rimanere nel dubbio. Devo andare dalla preside Gloria Orchestri.

Sono andato da lei e le ho raccontato tutto quello che mi creava dubbio. La preside mi risponde molto arrabbiata: "Non mi dire quelle parole mai più! Sei innamorato di una persona sbagliata. Tu e Giulia non potete innamorarvi perché siete fratelli!” Dopo aver sentito quello che aveva detto la preside, sento un colpo nel petto e in quel momento voglio solo dimenticare tutto quello che ho sentito prima.

Mi sono tranquillizzato e chiedo: “Ma cosa vuol dire? Se siamo fratelli non possiamo innamorarci? Mica è colpa nostra se siamo nati fratelli!”.

La preside mi sta per rispondere, quando qualcuno dietro di me dice: "Anche io ero in dubbio esattamente come te e avevo gli stessi sentimenti che dicevi tu. Sono molto scioccata che siamo fratelli ma giustamente, come dici tu, non è assolutamente colpa nostra. Noi non abbiamo deciso di essere fratelli, ma questa è anche una cosa che non possiamo cambiare. Però amore non è una cosa che possiamo fermare. Quando ti innamori di una persona, giustamente devi continuare ad amarla e se non lo fai soffri. Quindi Pietro, io ti devo confessare che dal primo giorno che ti ho visto mi sono subito innamorata di te".

Mi giro e corro verso di lei più veloce che posso, la prendo in braccio e la bacio. In quel momento ho un’ansia che per poco vomito, ma sono anche molto agitato e voglio fare un salto nell’aria.

Quando il nostro momento finisce, ci giriamo verso la preside, ci prendiamo per mano e le dico: "Preside, lo sappiamo che non possiamo avere una relazione nella scuola di Musicomagia. Ma come ha appena visto lei, noi non possiamo smettere di amarci, noi preferiamo essere bocciati dalla scuola che non avere una relazione".

Giulia mi sta fissando nervosamente e sento il suo cuore battere come stesse per esplodere.

A questo punto, la preside continua: "Non sono così cattiva da separarvi e bocciarvi! Solo, vi volevo avvisare di stare attenti alle conseguenze di questa decisione”.

La preside ci sorride dolcemente e io e Giulia siamo pronti a mostrare a tutti che ognuno può amare chi vuole, anche sua sorella o fratello!

L'amore è sacro ed è la forza più potente del mondo e su questo sono d'accordo con Erika: abbattiamo tutti i pregiudizi! Complimenti ai ragazzi e grazie per averci raccontato le vostre storie e aperto i vostri cuori.

A presto con un nuovo viaggio ad Armonia!

Claudia 


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