Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

domenica 6 gennaio 2019

Fronda Fabiano - Gioia Samuele - Leone Gloria

La Befana ci ha portato tre nuovi racconti nati dal laboratorio #armonialatuastoria direttamente dalle scuole di Genova. Li potete trovare nella raccolta "Un giorno ad Armonia - Vol.2
(L'ebook è gratis! Mentre l'edizione cartacea a soli € 7,99 potrebbe essere un'originale idea regalo!)



Fronda Fabiano


L'anno scorso un ragazzo di nome Alberto decise di frequentare la scuola di Musicomagia. Quando riuscì ad aprire il suo uovo di animusi trovò un canorso... ma questo era strano: aveva una zampa enorme e una piccolissima, inoltre anche il colore era inusuale: verde. Da lì iniziò la famosissima storia di questo ragazzo con l'animusi diverso. Proprio per questo motivo Alberto aveva paura di andare per il secondo anno ad Armonia; alla fine però si trovò molto bene, conobbe anche un amico di nome Marco.
Il primo giorno dell'anno tutti gli studenti erano ad ascoltare un discorso del preside che diceva: “Diamo il benvenuto alla professoressa Gimbur. Lei insegnerà la nuova materia chiamata Battaglia di Musicomagia”.
Alla fine del discorso Alberto e il suo inseparabile amico Marco andarono a fare la nuova lezione. Questo sport era una specie di tennis: col flauto si doveva far cambiare direzione alla pallina lanciata da una persona chiamata Palliere. La prof. divise la classe in gruppi da quattro; Marco e Alberto erano in squadra contro due ragazzi di nome Steve e Mirco e alla fine Marco e Alberto vinsero. La lezione di Musicomagia sembrava noiosa ma poi si rivelò divertente: parlava di come far eseguire agli animusi cose incredibili. Poi c'era il prof. di tornado, per tutti severo, e così in effetti era. Peccato perché era un bello sport. Per fortuna Alberto era molto bravo e quindi di solito le battaglie finivano in pareggio. Adesso era il momento della pausa di dieci minuti. In questo tempo Alberto fece tante nuove amicizie e si divertì come non mai. Finita la pausa iniziarono la lezione di cura degli animusi e Alberto era preoccupato perché il suo era strano. Quando lo videro tutti rimasero a bocca aperta. Quando il prof. si avvicinò per vedere cosa stava succedendo disse ad Alberto: “Sai questo canorso non è malato, ma è una rara specie della sua razza”. A quel punto tutti erano molto invidiosi di Alberto. La successiva lezione era la difesa contro la Musicomagia cattiva, la lezione più attesa da Marco. La lezione era spettacolare e molto interessante, ma anche un po' pericolosa. Tutti ne uscirono contenti, Marco eccitatissimo. Era il momento della seconda pausa di venti minuti. Questa pausa era programmata per riposarsi dieci minuti e nei restanti fare un po' di ginnastica ed eventuali ripassi per i test. L'ultima lezione, la più riposante, era la spiegazione dei poteri degli animusi. Questa materia la insegnava il prof. Giannini, l'unico di cui Alberto si ricordava. Quando Giannini vide l'animusi di Alberto rimase scioccato e senza dire niente rimase per cinquanta minuti a raccontargli di tutte le potenzialità che il suo animusi aveva. Quando finì di raccontare Alberto rimase di stucco: questo giorno ad Armonia gli era piaciuto tantissimo.

Gioia Samuele



3 febbraio 2018

Ero appassionato di musica fin da bambino, infatti a dieci anni ricevetti il mio primo flauto, a quattordici anni mia madre decise di iscrivermi ad un conservatorio magico per approfondire la musica.
Ci si arrivava attraverso una strada diroccata vicino casa.
Il mio primo giorno fu un’avventura indimenticabile. Conobbi Jack e Sara, due ragazzi simpaticissimi, che condividevano la mia stessa passione.
Durante le prime due ore di scuola conobbi il prof. di “Musicomagia” che ci spiegò alcune strane combinazioni da suonare con il flauto per abbassare o sollevare gli oggetti.
Nelle due ore successive fu la volta del prof. di “animusi”; egli diede a tutti un uovo da cui sarebbe magicamente uscito uno tra questi “animusi”: il “gattufo”, il “canorso”, il “ciccioriccio” o il “topogallo”.
A pranzo, mentre parlavo con i miei amici, mi accorsi che l’uovo aveva una crepa: mi avvicinai lentamente e... puff... l’uovo si schiuse!
Uscì il “ciccioriccio”! Probabilmente un riccio di terra che è stato troppo tempo in letargo e, mangiando e dormendo, aveva accumulato un sacco di grasso. Mi accorsi subito che perdeva i suoi aculei, così lo portammo dal dottore “animusario” per farlo visitare.
Dopo qualche riflessione ci disse che non si poteva fare niente, ma poi aggiunse che gli aculei sarebbero ricresciuti in primavera e che nel frattempo avrei dovuto accudirlo con tanto affetto.
Conclusi la mia giornata giocando a “tornado”, lo sport della scuola: suonando il flauto si muoveva il disco di metallo cercando di tirarlo nella porta avversaria.
Anche se perdemmo, ci divertimmo molto. Da allora io, Jack, Sara e il “ciccioriccio “ diventammo grandi amici.


Leone Gloria


Finalmente sono alle scuole superiori, frequento una scuola fantastica. Qui impariamo a fare delle magie suonando il flauto. Sono molto contenta di essere ad Armonia. Sono nel banco con una ragazza, Elena, che subito mi è piaciuta, è gentile e mi sorride spesso. Iniziamo a parlare di noi, allora io le racconto, a ricreazione, di Marco.
Marco è un ragazzo che ho conosciuto da poco, mi aveva invitato a casa sua per passare qualche ora insieme ma... arrivati nella sua stanza lui provò ad avvicinarsi verso di me per provare a darmi un bacio ma non ci riuscì, io scappai e tornai a casa mia e mi misi a piangere.
Passati un po' di giorni, però, dopo aver riflettuto decisi di andare a trovarlo. Suonai, Marco aprì.
“Mi dispiace per l'altra volta, ma avevo paura” gli dissi.
“Stai tranquilla, scusami non lo farò più, se tu non vuoi” mi rispose Marco.
“Elena cosa ne pensi? Secondo te posso fidarmi di lui?”
“Margherita, io penso che quello di Marco sia stato un atteggiamento un po' forte, Marco è stato, secondo me, troppo precipitoso… però ti ha chiesto scusa, forse ha capito che non dovrà più comportarsi così. Perciò stai tranquilla, andrà tutto a posto”.


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