Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

martedì 1 febbraio 2022

Un Giorno ad Armonia - Arena Sofia - Casale Alessio

 

 Buongiorno, Cari Amici Lettori, anche oggi andiamo insieme ad Armonia, con le storie di Sofia e Alessio, della scuola D'Azeglio di Prato.


 Arena Sofia



La Professoressa Millepini, che stava facendo l’appello, pronunciò il nome di Laura ed essa alzò la mano; era il suo primo giorno ad Armonia e quindi era un po’ agitata.

Laura era una ragazza di undici anni, con i capelli biondo molto chiaro e gli occhi verdi ; era mediamente alta e il suo viso era un po’ ovale.

Non conosceva nessuno, a parte la sua migliore amica Elena Ceralli, con la quale aveva passato tutte le scuole elementari e due anni della scuola materna.

Elena aveva undici anni come Laura, i capelli castano chiaro e gli occhi azzurri; era di due centimetri più alta di Laura e molto agile e snella.

La professoressa Millepini finì di fare l’appello e iniziò a presentare i professori agli studenti.

C’era il Professor Vinelli, la Professoressa Milacci, la Professoressa Cloriti, il Professor Minati e infine la stessa Professoressa Millepini.

Poco dopo entrò nella sala la Preside Dinasti e la Vicepreside Livi.

La Professoressa Cloriti comunicò agli studenti che comunque nella scuola c’erano altri professori che però non erano riusciti a presentarsi al loro arrivo.

Poi il Professor Vinelli e la Professoressa Milacci accompagnarono gli studenti a conoscere la nuova scuola; andarono a vedere gli esterni, la stalla, le serre, poi rientrarono nella scuola e videro tutti gli interni; dalle camerate alle cucine, dai magazzini alla biblioteca, finché non arrivarono nella sala finale del tour, che era la sala di studio.

In quella stanza i professori chiesero agli studenti di sedersi nei vari tavoli e rivolgersi verso di loro per ascoltare le indicazioni.

Una volta seduti iniziò il discorso dei professori: spiegarono che a breve avrebbero ricevuto un uovo che conteneva il loro animusi, che l’avrebbero dovuto accudire e che avrebbero dovuto seguire le indicazioni del Professor Ricci, il professore di Cura e Allevamento degli Animusi che avrebbero conosciuto successivamente.

Finito il discorso li accompagnarono alle stalle dove scelsero il loro uovo insieme al Professor Ricci.

Laura prese un uovo arancione a strisce verdi ed Elena ne scelse uno viola a pallini neri. Laura ed Elena erano confuse, anche se quest’ultima aveva già letto testi sugli animusi prima dell’inizio della scuola.

Dopo che tutti ebbero preso un uovo, il Professor Ricci iniziò a spiegare varie indicazioni per la cura delle uova.

Finita la spiegazione era ora di pranzo e allora gli studenti si diressero verso la sala da pranzo e fecero un pranzo veramente delizioso.

Dopo che ebbero finito il pranzo, gli studenti avevano del tempo libero e allora Elena e Laura andarono nel giardino della scuola poiché c’era bel tempo, faceva ancora caldo come in estate e l’aria era fresca e piacevole.

Sdraiate nel bel prato all'esterno iniziarono a dialogare finché non arrivò una ragazza che disse loro che non sapevano né scegliere le uova degli animusi né vestirsi alla moda.

La ragazza si chiamava Melania; aveva un vestitino estivo rosa, con una coda di cavallo tutta rosa e una borsa per il suo uovo tutta lilla con i cuoricini sempre rosa.

Era arrivata insieme alla sua amica Lucia e il suo compagno di classe Andrea e sembrava che quest’ultimi la dovessero servire come se fosse una principessa.

Laura ed Elena si alzarono in piedi, tenendo salde le loro borse con le uova e chiesero a Melania perché aveva questa aria di sfida con loro e perché era vestita tutta rosa.

Lei rispose che il rosa (che ad Elena e Laura non piaceva per niente) era il suo colore preferito e che al contrario di lei loro due erano molto brutte e vestite male.

A quelle parole, Laura si arrabbiò molto e rispose con tono forte che loro potrebbero anche essere brutte ma che lei è molto più brutta di loro.

Allora Melania, infuriata, tirò un pugno all'uovo di Laura, e quest'ultima cadde sulla borsa di Elena contenente l’uovo.

Melania corse via insieme ai suoi amici, lasciando le due amiche nel prato.

Subito Elena e Laura controllarono le loro uova; scoprirono che quella di Laura era molto ammaccata in un punto e quella di Elena era incrinata su tutto un lato.

Corsero allora alle stalle, dal Professor Ricci, che chiese subito loro cosa fosse successo.

Loro spiegarono l’accaduto e il professore capì che le uova andavano sistemate immediatamente, altrimenti i piccoli animusi avrebbero preso troppo freddo.

Allora mise le uova in una coperta calda e iniziò a fasciarle con cotone e lana.

Passata qualche ora le uova erano sistemate e il professore disse alle due ragazze (che erano rimaste lì per tutto il tempo) che potevano rimetterli nelle borse e ritornare a scuola.

Ormai era quasi ora di cena e le due amiche tornarono nella scuola e andarono a cenare.

Finita la cena, si rilassarono un po’ e poi si diressero alle camerate ma prima che arrivarono vennero chiamate dalla professoressa Millepini e dalla Preside Dinasti che le accompagnarono in una sala dove era già presente il Professor Ricci.

La Professoressa Millepini disse loro che il Professor Ricci aveva spiegato a lei e alla Preside Dinasti l’accaduto e che avrebbero messo in punizione Melania e i suoi amici per quello che avevano fatto.

Dopo questa veloce riunione le due amiche si diressero alla loro camera e si addormentarono felici insieme.

 Casale Alessio

UOVA NERE

Giacomo era un ragazzo alto con i capelli castani e occhi castani, aveva appena finito le medie e scelto la scuola di Armonia perché sapeva che si studiavano materie innovative.

Settembre era arrivato e con esso il primo giorno di scuola, Giacomo e i suoi amici, Aldo e Giovanni, avevano già preso l’autobus, quando arrivarono le professoresse gli chiesero di mettere i cellulari in un ripiano, alla fine dell’anno li avrebbero ripresi.

Varcarono una porta e si ritrovarono nella Sala Comune dove altri professori si presentarono; poi gli mostrarono il resto della scuola: c’erano orti, stalle, campi di uno strano sport e palazzi dove si svolgevano laboratori.

I primi giorni andarono bene, impararono delle canzoni e gli diedero un uovo, si doveva schiudere dopo poco tempo, infatti, quello di Giacomo si schiuse subito e lui rimase sorpreso vedendo che non era normale, ma era l’incrocio di due animali della terra un leocorvo, cioè un leone misto a un corvo allora chiamò Filippo lo stalliere che lo tranquillizzò dicendogli che era normale perché le creature nate dalla musica erano diverse dalle altre.

La notte stessa Giovanni svegliò Giacomo e gli disse che Aldo aveva trovato nel bosco vicino delle uova nere e che le aveva nascoste nella stalla, ma Giacomo gli disse che non voleva andare di notte nelle stalle perché se li avessero visti si sarebbero cacciati nei guai.

La mattina dopo Aldo, Giovanni e Giacomo durante la ricreazione si incontrarono nelle stalle ed esaminarono le uova subito saltarono alle conclusioni che erano uova di animali neri come i corvi, le pantere e i pipistrelli, ma poi si schiuse un uovo. Era un rinorso però non era nero, ma un marrone/grigio allora gli suonarono una canzone perché Filippo gli aveva detto che si nutrivano di musica lui però risultò molto infastidito dalla musica e in più era afono, non come gli altri animusi che emettevano versi.

Man mano che le uova si schiudevano i ragazzi si resero conto che tutti gli animusi erano aggressivi, afoni e odiavano la musica.

Allora Aldo e Giacomo decisero di riportarli nel bosco dove li avevano trovati, quando arrivarono trovarono Filippo che disse loro:

“Avete trovato le mie uova?! Le avevo custodite con cura! Avete scoperto il mio segreto”

Giacomo allora disse: “Quale segreto?”

“Quegli animusi afoni sono stati creati per distruggere armonia e finalmente questo mondo sarà per sempre nel silenzio!”

“Non te lo permetteremo.”

Allora Aldo, Giovanni e Giacomo chiamarono i loro animusi per combattere quelli afoni.

Ad un certo punto però la preside sbucò da dietro un albero e disse: “Filippo ti ho scoperto sapevo che tramavi qualcosa”

Allora la Preside scatenò il suo animusi che era un serpepesce che colpì gli animusi afoni, ma erano invulnerabili allora attaccò Filippo e lo colpì, ma lui scappò tra le fronde, allora gli animusi si spaventarono così la preside con il flauto suonò una musica soave che li fece ridiventare normali.

La Preside si congratulò con Aldo, Giovanni e Giacomo per il loro coraggio, anche se c’era ancora un uovo incastonato in un albero e Filippo che poteva escogitare nuovi piani.   

Spero che questi due nuovi racconti vi siano piaciuti, complimenti ai ragazzi, in particolare ad Alessio per il racconto ben strutturato e l'uso del dialogo. I protagonisti, poi... Non so voi, ma io non ho potuto fare a meno di immaginare i famosi tre comici in giovane età a cimentarsi in questa magica avventura.
(cliccate qui per saperne di più sul laboratorio #armonialatuastoria)
A presto
Claudia

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