Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

domenica 23 settembre 2018

Oliveri Andrea - Gugino Giorgia - Un giorno ad Armonia

Due nuovi racconti nati dal laboratorio #armonialatuastoria direttamente dalla scuola D'Azeglio di Genova. Li potete trovare nella raccolta "Un giorno ad Armonia - Vol.2" (l'ebook è gratis!)


Oliveri Andrea


Era un giorno molto importante alla scuola di Armonia, avrei ricevuto il mio uovo di animusi dal prof. Giovanni.
Mi ero svegliato all’alba perché non riuscivo a dormire dalla voglia di avere il mio uovo. Avevo raggiunto i miei due amici che mi stavano aspettando per andare a fare lezione di giardinaggio dal prof. Migliore.
Dopo il giardinaggio, era arrivata l’ora del prof. Giovanni Musetti, un prof. molto severo con chi non si comportava bene.
Cominciò il discorso così: «Oggi per voi è un grande giorno, riceverete il vostro uovo di animusi».
Io fremevo dalla voglia di sapere che specie fosse. Ci diede questo uovo e io con cura lo misi in un borsello apposta.
«Per far schiudere le uova bisogna suonare melodie con il flauto che vi hanno dato ad inizio anno» disse il prof. Giovanni.
Finita la lezione siamo andati a mangiare nella sala principale dove, dopo aver mangiato, abbiamo suonato con il flauto ai nostri animusi. Si vedeva “scrollare” l’uovo dalla felicità. Ma non era ancora arrivato il momento della schiusa. Abbiamo visto in bacheca della scuola che c’era il torneo di Tornado che era un gioco di pattinaggio; mentre si correva sui pattini si doveva suonare il flauto per far muover il dischetto che doveva andare in porta. Così, io, Marco e Luca cominciammo ad allenarci. Ci siamo iscritti al torneo che si sarebbe tenuto dopo due ore. Arrivarono le qualifiche del torneo e io mi scontrai contro Ramiro che si diceva fosse il più forte della scuola di Armonia. Dopo una dura lotta vinsi e passai ai quarti di finale. Anche Luca passò ai quarti di finale, invece purtroppo Marco non passò. Dopo tutte le fasi finalmente arrivai in finale.
L’arbitro disse: «Gli sfidanti della finale sono Pietro Marchetti e il capo cannoniere Bruno Ramirez.»
A metà partita mentre mi stavo difendendo dal tiro di Bruno sentii nella borsa uno scricchiolo: era l’uovo di animusi che si stava schiudendo.
Così abbandonai il campo di Tornado e andai a cercare il prof. Giovanni. Lo trovai nella serra del giardinaggio a dormire per il troppo lavoro che gli aveva procurato molta stanchezza. Lo svegliai con una secchiata d’acqua e gli gridai: «Prof! Si sta schiudendo il mio uovo!»
Lui fece un balzo felino e prese l’uovo. Si vedeva il corpicino dell’animusi. Il prof disse: «È un animusi da combattimento, la specie è leoaquila.»
Io felice tornai sul campo da tornado e vinsi il torneo. Tornai a casa felice con la coppa ma soprattutto con la felicità di avere un nuovo amichetto. Prima di salire sul pullman che mi portava a casa dissi: «Il mio amichetto si chiama Bryan.»

 Gugino Giorgia



Oggi appena entrata in classe il professore di flauto mi ha consegnato il mio uovo, dicendomi: “Ecco, Giorgia, ti consegno il tuo animusi, mi raccomando prenditene molta cura e ricorda che loro si nutrono di musica, come noi.”
Io gli ho risposto: “Certo professore, avrò molta cura del mio animusi, si fidi di me.”
A quel punto suona la campanella e inizia la lezione, io e tutti i miei compagni eravamo emozionati all'idea di avere un animaletto tutto nostro e pensavamo che forma potesse avere, io volevo che da quell'uovo uscisse un delfiniglio.
Arrivata a casa sono stata tutto il giorno a fissare quel piccolo ovetto, al solo pensiero che un giorno di questi avrei avuto il mio animusi personale, mi veniva la pelle d'oca.
Il giorno dopo il professore che ci aveva consegnato l'uovo passava per i banchi a vedere quanto affetto avevamo dato al nostro uovo, arrivato al mio banco mi ha detto: “Giorgia, le uova dei tuoi compagni già si stanno schiudendo, il tuo è ancora tutto chiuso!”
Io gli ho risposto: “Prof. ho un'idea! Dato che i nostri animusi si nutrono di musica, magari se suonassi qualcosa con il flauto verrà fuori.”
Lui mi ha risposto: “Ottima idea, possiamo provare adesso.”
Io ho tirato fuori il flauto dalla custodia e ho incominciato a suonare una melodia classica e, da non crederci, dopo cinque minuti da sotto l'uovo è sbucata una piccola coda azzurra come il cielo.
Il professore mi ha detto: “Ottimo lavoro, ora tocca a te con la tua musica far schiudere l'uovo.”
Giorno dopo giorno continuavo a suonare melodie classiche al mio animusi ma non si vedeva altro che quella coda azzurra, avevo suonato tutte le melodie possibili per far sì che si schiudesse ma non successe niente.
Una sera avevo perso la speranza di far schiudere l'uovo, così dopo cena, mi sono messa seduta sul letto a pensare cosa avevo fatto di sbagliato poi ho preso l'uovo e me lo sono messo tra le braccia abbracciandolo forte.
Sono arrivata in classe e ho chiamato il prof. di flauto, gli ho detto: “Prof non si schiude, ho suonato di tutto, ma quello che è sbucato è solo una coda azzurra.”
Il prof mi ha detto: “Hai provato a portarlo con te quando esci?”
Io ho ribattuto: “No, quello non l'ho fatto.”
Il prof mi ha risposto: “Tu prova a farlo e un'altra cosa ancora… Che animusi vorresti che uscisse dall'uovo?”
Io gli ho risposto: “Ho sempre sperato che uscisse un delfiniglio, cioè metà delfino e metà coniglio.”
E allora lui ha ribattuto: “Perfetto, il tuo sogno si sta avverando, è sbucata dall'uovo una coda azzurra, questo significa che è la coda di un delfino. Quindi continua a credere che il tuo animusi sarà un delfiniglio.”
Io ho annuito con la testa e ho appoggiato il mio uovo sul davanzale insieme agli altri. Vedevo che le altre uova erano molto più schiuse del mio, ma sapevo che il mio animusi sarebbe stato il migliore.
Passata circa una settimana, erano le sette di sera, mi sono sdraiata a leggere un libro mettendo il mio uovo sotto le coperte insieme a me, a un certo punto ho sentito un rumore tipo quando mangi un cracker, mi sono voltata e ho visto che dal mio uovo erano spuntate delle orecchie lunghe e morbide. Ero al settimo cielo, ora sapevo cosa serviva a far schiudere l'uovo… serviva l'amore.
Ogni giorno trattavo l'uovo come se fosse il mio fratellino minore, lo portavo ovunque, a volte si vedevano le orecchie che andavano su e giù e la coda avanti e indietro.
Una settimana dopo nell'ora di flauto, è successo quello che aspettavo da un mese: finalmente l'uovo si è schiuso del tutto ed era l'animusi che volevo.
Il prof. si è recato subito da me, dicendomi: “Hai visto che il tuo animusi si è schiuso, ti piace?”
Io gli ho detto: “Sì, è come lo volevo, piccolo e paffutello con degli occhi a palla, che se li guardi ci anneghi dentro, insomma prof. grazie di tutto quello che ha fatto.”
Il prof. mi ha fatto un cenno con il dito, credo che volesse dire prego o qualcosa del genere.
Il mio animusi non faceva niente, stava lì, fermo a guardarsi intorno.
Allora ho deciso di prendere il mio flauto e di suonargli qualcosa di classico, dopo un po’ ha iniziato a muoversi e dopo ancora a fare dei versi strani.
Sapevo che al mio animusi mancava qualcosa e dopo un po’ sono riuscita a capire cosa: il modo di comunicare con lui e lui con me e a un certo punto ho avuto un'idea.
Ho pensato che magari avrei potuto fare una piccola magia con il flauto magico, ho incominciato a suonare e a pensare quello che volevo ed ecco fatto, il mio animusi sapeva parlare.
I giorni non erano più noiosi come un tempo, ora avevo il mio animusi che mi stava accanto ogni momento. Insomma la mia vita era cambiata, con lui giocavo, dormivo, mangiavo, suonavo e la cosa più divertente: quando aveva fame, io gli suonavo quello che voleva e lui cercava di acchiappare le note per mangiarsele.
Quando avevo lezione di flauto il prof mi chiedeva: “Come sta andando?”
Io gli dicevo:”Tutto bene, il mio delfiniglio è fantastico.”

Un giorno il prof. durante la lezione ha detto che a fine anno avremo dovuto fare un testo sul nostro animusi e che cosa abbiamo fatto con lui.
Tutti, compresa io, sono impazziti perché era una cosa stupenda fare un testo sul nostro animuso e poi davanti a tutti.
Purtroppo è arrivata la fine dell'anno e tutti noi siamo pronti a presentare i nostri piccoli animaletti.
Arrivato il mio turno mi sono messa a leggere era come se non finissi mai, quando ho finito il testo ho ringraziato davanti a tutti il prof. di flauto che è stato un esempio per me e il mio animusi.
Finiti i testi di tutti ognuno si salutava, io ero triste che l'anno era finito ma sapevo che era stato un anno fantastico alla scuola musica magia.

domenica 16 settembre 2018

Torcinio Gabriel - Barile Nicole - Molinari Luca

Tre nuovi racconti nati dal laboratorio #armonialatuastoria direttamente dalla scuola D'Azeglio di Genova. Li potete trovare nella raccolta "Un giorno ad Armonia - Vol.2" (l'ebook è gratis!)

Trocinio Gabriel


La prima giornata ad Armonia mi diedero un uovo di animusi, il Canorso, e mi dissero che per farlo schiudere avrei dovuto suonare qualche melodia e così feci.
Il giorno seguente trovai l’uovo schiuso e vidi il mio animusi che gironzolava per la stanza poi guardai l’orologio e vidi che erano le 8 e che alle 8.30 avevo lezione di musica.
Il professore mi insegnò a suonare per sfamare il mio animusi. Alla lezione di equitazione imparammo a cavalcare i cavalli con la musica.
A lezione di botanica imparammo a far crescere le piante, alla fine della giornata ci recammo tutti in sala da pranzo. Dissero a chi era lì solo per un giorno, che i loro genitori li aspettavano sulla Terra, ma prima di andarcene ci fecero fare una partita a Tornado: un gioco tipo l’hockay su pista ma al posto del disco usano una pallina che guidavamo con la musica.
Quel giorno è stato bellissimo.



Barile Nicole

Marta era una ragazza di 14 anni e amava la musica e la magia, infatti voleva andare ad Armonia. Marta conosceva già Armonia perché era la migliore amica della sorella di Camilla.
Un giorno Marta sull'autobus incontra una ragazza che voleva andare ad Armonia che diceva che la settimana successiva i ragazzi che volevano iscriversi ad Armonia potevano andare a visitare la scuola; Marta era molto contenta di poter vedere Armonia ma nello stesso tempo era anche molto agitata all'idea di conoscere ragazzi più grandi che forse l'avrebbero presa in giro.
La sera prima della giornata ad Armonia, Marta si esercitò ad un brano con il flauto che voleva far sentire alla preside Orchestri. La mattina dopo Marta si prepara per andare ad Armonia, appena arrivata ad Armonia vide tre ragazzi Giulia, Pietro e Camilla. Marta fece subito amicizia con loro, Giulia disse: "Marta, vieni, ti mostro il mio animusi. Si chiama Ciccio."
Ad un certo punto sentono la preside che dice al microfono che i ragazzi che volevano vedere la scuola dovevano recarsi all'ingresso. Dopo aver finito di visitare la scuola, Marta si recò nel parco dove c'erano Giulia, Camilla e Pietro. Camilla chiese a Marta se voleva fermarsi a dormire; Marta accettò e Camilla propose: "Possiamo fare un pigiama party."
Giulia le disse: "buona idea." poi disse a Marta che l'indomani l'avrebbero accompagnata a casa, tanto sarebbero potuti uscire da scuola perché era il giorno in cui potevano andare a casa dei genitori. La mattina successiva i ragazzi presero l'autobus e accompagnarono Marta a casa; visto che era già ora di pranzo si fermarono a mangiare qualcosa, poi presero di nuovo l'autobus e partirono. Arrivati a casa le tre ragazze erano molto tristi all'idea che non si sarebbero viste per dei mesi e si sarebbero date appuntamento per il 14 Settembre.

Molinari Luca


Pietro, ormai quattordicenne, aveva deciso di frequentare il liceo di Armonia di cui gli aveva parlato molto sua cugina Giorgia.
Finalmente era arrivato settembre. Pietro era già spaventato dal solo pensiero di fare le superiori, ma era contento di farsi nuovi amici.
Giunto davanti alla scuola si trovò davanti a una porta aperta. Dentro era tutto buio, ma, appena entrò, come una magia, riuscì a vedere tutta una fattoria di animusi.
Giorgia gli aveva già accennato che era una scuola basata sulla magia dei flauti ed esistevano degli animali mischiati tra di loro che si chiamavano animusi.
Pietro passò tutta la mattina sul prato a suonare con il suo amico Simone ai loro animusi ancora rinchiusi nelle uova che gli avevano dato i professori.
Pranzarono con verdure prese dall'orto. Passò tutta la giornata e poi cenarono di nuovo con frutta e verdura.
Di notte Pietro, sentì degli scricchiolii provenienti dall'uovo, allora, visto che i professori gli avevano detto che se suonavi con il fa maggiore ricevevano forza, tirò fuori dallo zaino il flauto e gli suonò una canzone che gli diede forza.
Pietro vide l'uovo tutto rotto e una piccola gattufo e la chiamò Sofy.
Quello era stato uno dei più bei giorni della vita di Pietro.

domenica 9 settembre 2018

Cavallaro Asia - Bottari Lorenzo


Due nuovi racconti nati dal laboratorio #armonialatuastoria direttamente dalla scuola D'Azeglio di Genova. Li potete trovare nella raccolta "Un giorno ad Armonia - Vol.2" (l'ebook è gratis!)

Cavallaro Asia


Il primo giorno di scuola ero emozionatissima, non riuscivo a chiudere occhio; per fortuna mi addormentai leggendo un libro.
Il giorno seguente mi preparai, mi lavai, feci colazione e andai. Quando scesi dal pulmino vidi la Professoressa Anastasia che si dirigeva con altri alunni verso una maestosa porta verde al centro della fattoria; presi le valigie, lo zaino e mi avviai anch'io. Appena entrata vidi un meraviglioso ed enorme edificio: LA SCUOLA!!!
Entrai e vidi il Professore Antonio che mi disse: “Asia, ti stavamo aspettando, posa le tue valigie nella camera B144, lì incontrerai la tua compagna di stanza Anna. Appena sistemate scendete, ci sarà una sorpresa”.
Salii per le scale e finalmente trovai la stanza. Anna mi disse: “Asia, sono contentissima di conoscerti, sistemati in fretta così riceveremo la nostra sorpresa!”
Feci più veloce possibile, anche perché ero anche io molto curiosa.
Anna ed io scendemmo e ci avviammo dentro un'aula piena di alunni nuovi come me e professori.
I professori ci fecero sedere e ci diedero un uovo ed un incubatrice con scritto ANIMUSI.
I professori ci dissero che gli ANIMUSI erano degli incroci tra diversi animali tipo: il canorso, il gattufo oppure il canestrello; dissero che dovevano essere i nostri migliori amici e che per nutrirli dovevamo suonare con il flauto delle canzoni.
Feci come avevano detto. Quando Anna ed io andammo in camera cominciammo subito a suonare.
Dopo poco tempo l'uovo di Anna si schiuse e trovò un gattufo.
Suonai il flauto senza sosta per circa un quarto d'ora, ed alla fine si schiuse anche il mio.
Ero felicissima, trovai un canorso proprio quello che volevo.
Anna ed io ci prendemmo cura degli animusi e diventammo migliori amiche.

Bottari Lorenzo


Una giornata ad Armonia

Yawn…che sonno…ancora cinque minuti.”
Lorenzo è ora di alzarti! Oggi abbiamo l’esame, presto!”
Cavolo è vero Danny, mi alzo subito!”
Do da mangiare al mio animusi e arrivo.”
Ok, sta diventando grassottello il tuo Gattupo Splash, eh Lollo?”
Beh il tuo Canorso Reddy non è da meno”
Vabbè…ti aspetto in mensa.”
Suono una bella melodia a Splash per nutrirlo e corro in mensa, mi siedo a tavolo con Danny, Nicolò e Riccardo.
Ehi ciao Lollo, come va? Teso per l’esame?”
Sì Richy immagino anche tu.”
Eh, già.”
Ma dai è solo un esame, se ti bocciano vai a piangere dalla mammina, eh Riccardo Flauto?”
Ecco è arrivato il bulletto, per te non sarà niente dato che sei già stato bocciato tre volte.”
Richy lascialo stare…vuole irritarti.”
Dopo un battibecco con Davide, il bullo della scuola, ci rechiamo tutti e tre in sala d’attesa per aspettare che tocchi a noi.
Vai Nico, tocca a te.”
Ehm, sì, sono pronto… più o meno…”
È molto teso, lo siamo tutti noi” dice Danny.
È l’ora, tocca a me! Entro nell’aula dove si tiene l’esame e il professor Intonato mi dice: “Bottari, il primo esame sarà il mio, quello di musicocanto.”
Prendo il mio flauto e inizio a “musicantare” ovvero cantare usando quest’ultimo.
Bene Bottari, bella interpretazione della canzone Armonia, adesso canta Sinfonia magica!”.
Ok, prof.”
Perfetto, il mio esame è finito, il prossimo è quello della professoressa Cantautrice.”
Bene, iniziamo con la prova di Musicomagia”.
Sono teso… ho paura di non essermi esercitato abbastanza, prendo il flauto e stono la prima nota.
Riprova Bottari, non fa niente.”
Riprendo il mio flauto e questa volta faccio tutto bene, riesco a fare la prima magia: spegnere la luce col mio flauto.
Bene, questa era facilissima, passiamo alla prossima: sposta la matita e scrivi le note della canzone.”
Ok…ce la posso fare, prendo il flauto, suono e anche questa magia mi è riuscita.
Bravo, adesso dovrai fare la magia più difficile: far scomparire per trenta secondi il computer e farlo ricomparire chiuso”.
Beh, questa volta ho fatto un disastro, sì l’ho fatto sparire per trenta secondi, ma è ricomparso in aria ed è caduto (era la cosa a cui teneva di più la prof. Cantautrice!).
Bottari!” grida la professoressa.
Ehm, scusi prof. Ho sbagliato, mi dispiace davvero tanto.”
Con le scuse non risolvi niente, ora ti porto dal Preside!”
So di essere nei guai, mi bocceranno sicuramente, un anno rovinato per una magia sbagliata, cavolo!
Vado dal Preside, la Professoressa gli dice tutto e lui: ”Bottari, beh so che non l’hai fatto apposta, capita di sbagliare, anche perché se no prenderebbero tutti 100, ma hai rotto il computer della professoressa, quindi avrai una penalizzazione nel voto finale, ti saranno tolti 15 punti, adesso vai a continuare l’esame”.
Mi è andata bene, certo 15 punti in meno non sono niente di buono ma pensavo che mi avrebbero bocciato.
Ho superato le prove di tutte le materie tranne…educazione agli animusi.
Bottari, vediamo cos’hai insegnato al tuo animusi in quattro anni.”
Ok…vieni Splash.”
Per prima cosa nutrilo, ovviamente lo saprai fare.”
Certo.” Mi metto a suonare e ovviamente riesco a nutrirlo.
Ok, adesso dovrà saltare questi ostacoli, inizia a suonare.”
Suono e riesco a fargli saltare tutti gli ostacoli.
E adesso dimmi quali note sono adatte all’alimentazione degli animusi e quale ginnastica è adatta”.
Ok prof. Bla bla… bla bla…. bla bla…”
Ottimo, domani avrai i risultati dell’esame.”
Come ti è andata Lore?” È Danny che mi parla.
Ho ottenuto una penalizzazione per aver rotto il PC della Prof…. non credo sia andata bene”
Stai scherzando?”
No, purtroppo durante l’esame ho rotto per sbaglio il PC con una Musicomagia.”
Danny mi fissa con i suoi occhi verdi per qualche secondo poi mi dice: “Vedrai, prenderai un buon voto.”
Mi reco nella mia camera fino all’ora di cena. Mangio al tavolo con i miei amici e dopo cena vado subito a dormire… per modo di dire visto che non riesco a chiudere occhio.
Il giorno dopo mi alzo senza aver dormito neanche un minuto, do da mangiare al mio animusi e vado con i miei amici a vedere i risultati dell’esame: “Danny hai preso 62” “sul serio? Mi mancava poco per essere bocciato.”
L’importante è che sei stato promosso.”
Ho preso 70!”Grida Richy.
Io invece ho preso 76!” dice Nico.
È il momento…sto per guardare il mio voto… “COSA!? Ho preso 85, vuol dire che se non avessi rotto il computer della prof. avrei preso 100!”
Bravissimo, te l’avevo detto che avresti preso un buon voto.”

Vi sono piaciuti? Allora lasciate un commento, qui oppure su Amazon; diamo soddisfazione a questi ragazzi in gamba che hanno deciso di mettersi in gioco e improvvisarsi autori! 

Claudia

sabato 8 settembre 2018

Canta Per Me - Gratis per due giorni!


"Canta per me è una di quelle storie che cominci a un dato momento del giorno pensando di leggerne solo qualche pagina e non riesci a posare fino alla fine. Perché trasporta di colpo ai giorni di scuola, che per tanti di noi sono solo un ricordo, con scene incredibilmente vivide e divertenti. Perché tratta tematiche attualissime, e a volte pesanti, con tocco leggero ma non banale. Perché la protagonista è accompagnata in un percorso di crescita e superamento delle proprie paure da un ragazzo bello sì, e un po' sbruffone, ma anche ricco di sfaccettature, sorprese inaspettate, problemi da affrontare e determinazione nell'affrontarli. Perché quella che sembra per buona parte del romanzo semplice insicurezza nasconde in effetti... un colpo di scena da brividi. Perché non vedi l'ora che Sara trovi il coraggio di cantare. Per Fabio, per se stessa... per dare anche a noi il coraggio di farlo, quando verrà il nostro momento."
(Dalla recensione di Rossella Romano, autrice di fantasy e horror) 

Link Amazon

Buona lettura!
E se vi piace, lasciatemi un commento, mi farebbe molto piacere.
Claudia

lunedì 3 settembre 2018

La Saga di Armonia - Tutti i romanzi


Le avventure nel mondo della Musicomagia sono tante e vi faranno compagnia per più di 2.500 pagine di emozioni e magia!

sabato 1 settembre 2018

Bonaretti Eve - Pittaluga Alessio


Ecco due nuovi racconti dai ragazzi della scuola d'Azeglio, li trovate tutti nella raccolta
L'ebook è gratis!
Buona lettura!
Claudia

Bonaretti Eve


Il professor Gentile Filippo, quella mattina, era particolarmente felice: un nuovo anno, dei nuovi studenti e una nuova occasione per trasmettere il suo amore per gli animusi!
Si vestì in fretta e per poco si dimenticò di fare colazione, in effetti era dubbioso se avrebbe dovuto farla o se mettersi subito al lavoro, ma infine il pane fresco e la marmellata gli diedero la forza per affrontare la lunga giornata.
“Procediamo con ordine” si disse tra sé e sé e così dicendo prese il suo bel flauto di bamboo e si diresse verso le stalle, attraversando la Sala Comune e il Prato Grande: prima dell’arrivo degli studenti doveva accudire gli animusi.
C’era fermento quel mattino e anche il calmissimo topogallo pareva agitato: stavano tutti preparando le uova per i nuovi studenti.
Alla vista del professore calò la tranquillità e il gruppo di animali (ovvero animusi) si radunò intorno a lui, aspettando il loro “pasto” a base di musica.
“Bravi, adesso arrivo da tutti!” e così dicendo si avvicinò al gattufo intonando una dolce melodia in DO maggiore e in RE; procedette così ancora cinque o sei volte, modificando lievemente la melodia in base al piacimento dell’animale.
Non gli restava che raccogliere le uova ed ispezionare che ce ne fossero in giusta quantità.
“Diciassette, diciotto, diciannove e…” si fermò un attimo perplesso e ricontò “Sette uova di gattufo, cinque di topogallo e sette di canorso: diciannove uova. Ne manca una!”
Guardò lo spesso tavolo di abete dall’alto in basso e poi lo vide: un uovo nero diverso dalle solite gradazioni di rosa o marroncino. Poteva essere soltanto un uovo di leprice!
Il professore non aveva mai visto nulla di simile e con cautela lo sistemò nella borsa e corse dalla preside.
“Allora lei sostiene che è un uovo di leprice?” la preside guardò Filippo intrigata.
“Non lo sostengo, ne sono certo” rispose aspro Filippo, “cosa crede che ne dovremo fare Gloria?” chiese più addolcito.
“Lo trovo difficile che Fifi, Ciarli o Susi riescano a fare un altro uovo “normale” per sostituire questo, entro le prossime tre ore! Anzi, sarebbe impossibile!” ribatté la preside “qualcuno deve pur prenderlo”.
Il professore lo depose nella apposita borsa e velocemente, si fermò in biblioteca e memorizzò la strana melodia in FA e in MI che serviva per nutrire quella leprice.
Quasi immediatamente l’uovo iniziò a schiudersi appena nutrito e sotto i meravigliati occhi del professore ne uscì un adorabile coniglietto dotato di due alette rosse e, per la sua sorpresa si ritrovò il naso un po’ bruciacchiato…
Arrivò il grande momento e un “branco” di ragazzi si addentrò nella bassa struttura in legno che formava le stalle.
“Adesso sceglierete il vostro compagno animusi, scegliete bene” disse Filippo.
Ed è allora che la vide: una piccola ragazzina, un po’ cicciottella e bassotta, spinta da parte dai compagni.
Le fece cenno di avvicinarsi. “Non riesci a trovare l’uovo per te?” le chiese con tono amichevole.
“Beh, io…” fece lei dispiaciuta.
“E quel tenero animaletto, ti piace?” chiese il Prof.
Gli occhi della ragazzina si illuminarono e guardarono increduli il Prof.
“E’ un incrocio tra una lepre e una fenice, molto raro. Non lo voleva praticamente nessuno ma…”
“Sei bellissimo!” la ragazza lo prese “Ti chiamerò Tippete!” e allora gli occhi di Filippo scintillarono commossi!



Pittaluga Alessio


Sono un po' nervoso perché è il mio primo giorno delle superiori, chissà se sarà un inferno come le medie? Mi trovo ad Armonia è un paesaggio montagnoso, è bellissimo. Ci sono moltissimi animali che scorrazzano. Bene! È il momento di entrare, vedo questa enorme sala piena di ragazzi e professori. Intanto arriva la preside: "Buongiorno ragazzi, io sono la preside Rose Wilson, in questo momento ci troviamo ad Armonia. Questi saranno i vostri professori".
"Io sono il vostro maestro di pallasuono, pattinaggio ecc".
"Io sono Sophia e sono la vostra maestra di cura degli animusi".
"Io invece sono André e sono il vostro insegnante di Musicomagia".
"Adesso vi faremo vedere dove mangiare e dormire".
La nostra mensa, beh, è un enorme prato fantastico!
"Adesso vi faremo vedere dove dormirete, i maschi a destra e le femmine a sinistra".
Che emozione la mia prima lezione sugli animusi!
La professoressa Sophia ci porta nell'enorme prato verde. "Ragazzi non dovete prendere alla leggera gli animusi soprattutto quelli da combattimento, eccone un esemplare proprio lì, quello è il pericolosissimo luriccio, è enorme ha il pelo folto di color bianco ghiacciato ma sul dorso ha delle protuberanze, ha uno sguardo agghiacciante con quegli enormi occhi di color ghiaccio. Bene ragazzi ci sono diversi animusi: il topogallo, il gattufo e il canorso. Adesso vi assegnerò un uovo di animusi, dovete sapere che si nutrono di musica ma non il luriccio, lui anche nell'uovo ha una enorme bocca dove introdurre il cibo. Ora vi do il sacco per tenere l'uovo".
"Io ho preso un uovo diverso: è peloso e ha le spine."
"Ragazzi andiamo a mangiare: uova e bacon e patatine fritte".
Dopo pranzo il professor Jack ci porta a fare sport. "Ragazzi questo è pallasuono, lì c'è la palla incantata voi dovrete suonare per tirare e contrattaccare".
Poi ci accompagna a pattinare "fortunatamente ho delle gambe muscolose". Stavo pattinando benissimo quando ad un tratto sento uno scricchiolio, sto per perdere l'equilibrio quando fortunatamente una ragazza riesce a prendermi evitandomi una brutta caduta di faccia.
"Grazie."
"Ma figurati io mi chiamo Beatrice e tu?"
"Alessio".
Ha un uovo fantastico un luriccio.
"Cosa? ... un luriccio! Ma è rarissimo!"
"Si però è diverso dagli altri."
"È vero non ci credo hai trovato l'ultimo luriccio bianco corazzato. L'ho chiamato Tiran".
Qualche mese dopo... ormai Tiran è divenuto adulto pesa la bellezza di 300kg ed è alto 2,50m sulle zampe posteriori e ha uno sguardo di fuoco, ma è un giocherellone. Ha sempre voglia di giocare e farsi accarezzare, ma lo sconsiglio perché punge!!

martedì 28 agosto 2018

Solo 99 cent - tre romanzi divertenti





Avete voglia di una storia leggera, romantica che vi rallegri il cuore?

Ecco i miei tre romanzi contemporanei:

Canta Per Me: un romanzo che parla di musica, di sogni, di paure, d'amicizia e, ovviamente, anche d'amore. È ambientato a Genova: un omaggio ai ragazzi del Liceo Musicale Sandro Pertini e al loro prof. Fabbri.
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Cuori Confusi: una storia d'amore e d'amicizia, ambientata tra Alassio, Genova, Londra e... un po' in giro per il mondo.
Link Amazon

Naufraghi: un'esperienza coinvolgente su un paradisiaco atollo tropicale.
Link Amazon

Per saperne di più sui singoli romanzi,
visitate il mio sito.

Buona lettura!
Claudia 


domenica 26 agosto 2018

Cambiaso Bianca - De Mai Alessia - racconti


Ecco due nuovi racconti dalla scuola D'Azeglio di Genova. 
Potete trovarli, insieme a tanti altri, nella raccolta: Un Giorno ad Armonia - Vol.2

Cambiaso Bianca

La nascita del mio animusi!

Io mi chiamo Charly e ho vent’anni. Qualche anno fa studiavo nella scuola di “Armonia”, su un pianeta in un mondo parallelo alla Terra.
Una mattina di ottobre del primo anno delle superiori, mi alzai alle 7:00, come sempre. Svegliai Monica, la mia migliore amica, ci vestimmo, poi prendemmo le nostre uova magiche e, uscendo ci avviammo per la sala comune a far colazione.
Io stavo per sedermi vicino a Gaia, una nostra compagna di classe, ma Monica mi afferrò un braccio e mi trascinò verso un tavolino solitario: sembrava preoccupata.
In quel preciso istante, mi disse: “Charly, credo che il mio uovo si stia per schiudere. Che cosa devo fare?”
Presa dal panico, le consigliai di portarlo a Janet, la professoressa (tra l’altro la mia preferita) che ci aveva affidato le nostre uova, per farglielo controllare.
Andammo alle stalle e Janet auscultò l’uovo con uno stetoscopio, mentre lo accarezzava: l’animusi che conteneva stava bene, ma non era ancora pronto per venire alla luce; protetto dal suo guscio, si era solo mosso un po’. Così tornammo a fare colazione e poi andammo in aula.
Nel primo pomeriggio, sentii degli scricchiolii, ma non mi preoccupai, pensando che l’animusi si fosse solo mosso. A fine giornata, io e Monica ci trovammo sul prato a parlare, quando sentii uno scricchiolio più forte e notai una crepa sul guscio. Corremmo come forsennate alla stalla: Janet non c’era. Così ci precipitammo alle camerate e, per fortuna, trovammo la prof. nella sua stanza. Quando bussammo, lei ci fece entrare subito. Ci disse di prendere delle coperte, perché l’animusi appena nato avrebbe avuto molto freddo e ci disse anche di non preoccuparci per il piccolino.
La prof. avvolse l’uovo con una coperta e bussò un paio di volte sopra il guscio, in modo che l’animusi fosse facilitato ad uscire. Nel momento in cui il piccolino, o meglio la piccolina, uscì completamente dall’uovo, ci precipitammo lì con le coperte, ma Janet sobbalzò dallo stupore: com’era possibile? Era un animusi da caccia, precisamente una Iegre, un incrocio tra una iena ed una tigre, e non da compagnia, quindi non era adatta a stare con una studentessa perché essendo un animusi selvaggio avrebbe potuto provocare danni dentro la scuola e anche ai miei compagni. Alla fine, la prof. trovò una giusta soluzione: la Iegre, che io chiamai Finny, rimase nel recinto con gli altri animusi da caccia, e lei mi consegnò un altro uovo, particolare con il guscio verde a pois rosa e azzurri.
Mi aspettava una seconda avventura!
Decisi che appena nato il mio secondo animusi, che avrei chiamato Lola, sarei andata ogni giorno a trovare Finny, per fargliela conoscere, e l’avrei fatto fino alla fine della scuola.
Adesso, anche se ormai frequento l’Università, riesco sempre a fare un salto ad Armonia, per salutarle e giocare con loro.
Mi è rimasta però una curiosità.
Com’era finito un uovo di Iegre in mezzo a tutte le altre uova di animusi domestici?

 De Mai Alessia


Io ad Armonia!

Mi chiamo Alessia, ho quattordici anni e studio ad Armonia, una scuola di Musicomagia, in un mondo parallelo alla Terra. Sono arrivata qui con mia cugina Miriam e il mio migliore amico, Vincenzo. Insieme siamo inseparabili.
Miriam ha degli occhi color ghiaccio e per questo ha sempre avuto tanti ragazzi a corteggiarla, ha dei capelli fantastici! Tutti dicono che oltre ad avere lo stesso taglio, abbiamo anche gli stessi difetti in comune! Lei è affettuosa, solare, imprevedibile come me: proprio come me si caccia sempre nei pasticci!
Vincenzo è il mio migliore amico. È molto magro, ha degli occhiali grandissimi che gli coprono mezzo viso e un ciuffo cangiante che da castano diventa biondino; è simpaticissimo, divertente e anche lui è un gran “combinaguai”. Insomma, siamo un trio davvero con i fiocchi!
Una mattina, ci siamo recati da Filippo, il mio insegnante preferito; lui ha una voce talmente calda che mi fa sentire sempre “a mio agio”. Adoro i suoi piccoli gesti che sanno rendermi sempre felice. Appena arrivati alle stalle, ci ha indicato quali tra le varie uova potevamo scegliere. Ero così emozionata che non facevo altro che riempire di domande Filippo:
“Cos’è? Cosa c’è nell’uovo? È pericoloso?”
Filippo mi spiegò:
“Ma no! Non è pericoloso! L’uovo che hai scelto è un animusi da compagnia, stai serena!”
Così per avere un’idea chiara ce ne ha fatto vedere alcuni. Super elettrizzata, gli ho chiesto:
“Posso scegliere il colore?
“Ma certo!” Ha risposto lui con la sua voce calda.
Dopo circa un’ora siamo usciti tutti e tre con il nostro uovo di animusi, eravamo strafelici! Così ci siamo recati nel parco per suonare qualcosa alle nostre uova, proprio come ci aveva spiegato il nostro insegnante Filippo.

Verso sera ci hanno mostrato le camere, sì perché ad Armonia, ad ogni stagione c’è un cambio di posizione! E così la scoperta: Eravamo noi tre in stanza insieme!
Ero elettrizzata al solo pensiero di passare tutti quei giorni, con le due persone che amavo da sempre, insieme al mio piccolo animusi, che presto sarebbe nato!

Appena finito di sognare i giorni futuri ad Armonia, ci siamo accorte io e Miriam, che Vincenzo non era ancora tornato. Era uscito per gironzolare intorno; allora abbiamo deciso di lasciare i bagagli e le uova di animusi sul letto, per andare a cercarlo per tutta la scuola.
Lo abbiamo trovato fuori dalla porta della Preside Gloria, rannicchiato contro la parete, con le mani nei capelli, ma non riuscivamo a capire il motivo della sua presenza li. Cosa aveva mai potuto combinare? Ci siamo chieste io e Miriam. In che guaio si era cacciato?

Abbiamo aspettato tutti e tre fuori la porta increduli a quanto raccontato da Vincenzo; nell’attesa di ricevere la sentenza, decisa dalla preside, speranzose che potesse capire che quanto accaduto era stato solo un equivoco.
Ebbene dalla porta uscì lei… la preside… con uno sguardo quasi di ghiaccio e con voce austera, ci informava della sua decisione:
“Vincenzo, sebbene tu sia da quasi un anno in questa scuola, sebbene tu abbia mangiato le uova dei “CONILCINI” (che sono un incrocio fra un coniglio e un pulcino), non sapendo che fossero uova di animusi, hai recato un danno a questa scuola, pertanto con gli altri insegnanti abbiamo deciso che sarai ESPULSO!”
Io e Miriam abbiamo cercato di spiegarle che quelle uova erano piccole come confetti e lui le aveva scambiate per tali. D'altronde Vincenzo non sapeva che quelle erano uova di conilcini, ma lei ci ha ignorato. Ormai non c’erano più uova, erano state tutte mangiate si sarebbe dovuto aspettare l’anno successivo per vedere di nuovo quei piccoli animaletti, poiché nascevano solo nei giorni vicini alla Pasqua.
In quel momento tutti e tre ci guardammo negli occhi e iniziammo a piangere.
Tornati in camera trovammo due ragazzi del terzo anno che aspettavano Vincenzo per aiutarlo a portare via i bagagli, ci abbracciammo forte e lui andò via.

Scosse da quanto accaduto, eravamo sedute sul letto nella nostra camera, in lacrime, e in quel momento notai una crepa sul mio uovo: il mio animusi stava rompendo il guscio. Ero sorpresa non avevo mai visto un animaletto così strano: un tigrospino! Aveva le sembianze di un tigrotto, era piccolo come un porcospino e la sua schiena era ricoperta da aculei. Avevo paura che mi pungesse ma poi capii che lo faceva solo quando si spaventava. Il suo musetto era buffo e quasi mi sembrava che miagolasse. Decisi di chiamarlo Pako.
Quello fu uno dei tanti giorni trascorsi ad Armonia, un giorno ricco di sorprese e di avvenimenti che mi hanno dato tante emozioni, Armonia è un mondo in cui la fantasia e la realtà si alternano quotidianamente come quella volta in cui…
Ma questa è una altra storia!!  

martedì 21 agosto 2018

La Melodia della Luce e dell'Ombra - In uscita il 3 settembre!


Il nuovo romanzo è già disponibile per la prenotazione su Amazon anche in edizione cartacea

Per saperne di più su questa nuova storia, andate a curiosare sul sito ufficiale.

Vi ricordo che il primo romanzo della Saga,
La Melodia Sibilante, è in offerta a 99 cent!

Non perdete tempo, iniziate il vostro viaggio ad Armonia e prenotate subito il nuovo ebook!

Claudia 

lunedì 20 agosto 2018

La Melodia della Luce e dell'Ombra - estratto dal prologo


Il nuovo romanzo in arrivo dal mondo della Musicomagia ci riserva sorprese oscure.

Abbiamo già avuto modo di leggere insieme il primo capitolo (pagina del sito ufficiale) ma prima ci verrà dato un indizio su quello che sta accadendo altrove.
Ecco un breve estratto dal prologo:

Era sulla spiaggia, l’orca nuotava poco lontano, mentre ai suoi piedi giaceva, sedato, un grande alligatore australiano.
Si sentiva forte. La magia vorticava dentro di lei e attorno a lei. Le note della melodia creatrice vibravano cariche di potere.
Fece un respiro profondo e si preparò a compiere il grande incantesimo.
Tutto deve restare in equilibrio.”
La creazione pretende un sacrificio in cambio.”
Lontani tra i suoi ricordi risuonavano avvertimenti di insegnanti e amici che la mettevano in guardia, ma li scacciò.
Posso farlo.
Un grande bagliore esplose davanti a lei, aprendo un varco, la strada dell’onnipotenza le si dipanò innanzi.
Posso fare qualunque cosa.
Non si fermò e oltrepassò la soglia.
I due animali vennero risucchiati dalla forza creatrice e lei non dovette fare altro che imprimere la propria volontà:
Voglio creare un nuovo animusi, forte e potente.”
Il prodigio avvenne davanti ai suoi occhi e lei si sentì come una dea, la dea del mare.
Ma poi accadde.
Il turbine magico si assottigliò e prima di sparire pretese qualcosa in cambio.
Lei non aveva nulla da offrire, se non se stessa.
La magia penetrò nel suo animo, affondando con artigli impietosi e le strappò via una parte di sé.
Persa per sempre.

Non sarebbe mai più stata integra.

Che ne dite? Vi ha stuzzicato? Qualcuno ha capito di chi stiamo parlando?  
Fatemi sapere.
Claudia