Ciao, sono Claudia, questo è il mio blog :) Invento storie e scrivo romanzi fantasy, benvenuti nel mio mondo!

lunedì 25 aprile 2022

Un Giorno ad Armonia - Bargellini Erika


 

Buongiorno, Cari Amici Lettori, oggi torniamo insieme ad Armonia,

leggiamo la storia di Erika.

(dalla classe 3^A, scuola Scafiti di Busalla, GE)

(cliccate qui per saperne di più sul laboratorio #armonialatuastoria)

Bargellini Erika



L’ANIMUSI MISTERIOSO


Pietro, Camilla e Giulia, il giorno dopo la schiusa delle uova, si svegliarono e andarono a fare colazione nella Sala Comune.

Giulia non era ancora sazia dopo la prima tazza di latte, così si alzò per prenderne un'altra.

Mentre tornava verso i suoi amici, una ragazza inciampò davanti a lei facendo cadere il vassoio con tutti i biscotti. Giulia si fermò ad aiutarla, le due iniziarono a parlare e a fare amicizia. Così, Giulia la invitò a conoscere gli altri suoi amici. La ragazza nuova, di nome Marianna, accettò l’invito. Era una ragazza molto alta, con i capelli ricci rossi e gli occhi verdi. Quando arrivò dove si era riunito il gruppo dei tre amici, Marianna si sentì subito a suo agio.

Da quel momento, tutti e quattro decisero di stare insieme anche dopo la colazione. La ragazza raccontò che era arrivata la sera prima ad Armonia, quindi non conosceva ancora niente e nessuno.

I tre ragazzi la accompagnarono subito da Filippo nelle stalle per prendere il suo uovo: la ragazza sapeva già che la scuola aveva a che fare con la magia della musica. Appena arrivò alle stalle, Filippo si presentò alla nuova studentessa e le fece scegliere un uovo, dopo averle spiegato che bisognava nutrirlo con la musica e tenerlo bene al caldo nella borsa. Marianna scelse un uovo particolare: era giallo con delle sfumature rosa e grigie. Filippo le disse che era molto strano quell’uovo, era molto “agitato” e in più aveva un colore che non aveva mai visto in vita sua. Marianna decise di tenerlo comunque. All’ora prestabilita, i ragazzi andarono a seguire le lezioni della mattinata. Marianna si portò il suo uovo, mentre gli altri tre avevano con sé i loro cuccioli, nati pochi giorni prima.

Durante la terza ora, nell’ora di Musicomagia, l’uovo di Marianna si muoveva come se avesse il singhiozzo, la ragazza lo sentiva sbattere nella borsa. Così uscì dalla classe e iniziò a suonare con il flauto una melodia tranquilla, e l’animusi sembrò tranquillizzarsi. Questo a Giulia e agli altri ragazzi non era successo, allora dissero a Marianna di raccontare tutto a Filippo.

In pausa pranzo, i quattro andarono alle stalle per parlare con Filippo. Lui guardò l’uovo e fece una faccia molto strana.

- Ragazzi, meglio portarlo dal professor Gallocchio, esperto in uovologia, lui sicuramente saprà cosa fare.

Filippo quel giorno doveva occuparsi da solo di tutte le stalle, quindi non poteva allontanarsi. I quattro allora gli proposero di andare da soli dal vecchio insegnante.

- Assolutamente no! È troppo pericoloso perché bisogna attraversare il lago, cosa che è proibita agli studenti!

Durante il pomeriggio l’uovo era più calmo. I quattro amici rinunciarono all’idea di attraversare il lago senza il permesso dei professori. La sera però, poco prima che si addormentassero, l’uovo iniziò di nuovo ad agitarsi e non si calmò neanche con la melodia dei flauti. Non restava altro se non infrangere le regole e portare l’uovo dal professor Gallocchio.

Camilla e Pietro avevano il compito di distrarre il bidello, che si chiamava Pino quindi era da tutti soprannominato Pinbidello. Gli dissero che si era rotto il lavandino del bagno comune; lui, sempre gentile e disponibile, li seguì. Intanto, essendo la porta d’ingresso senza sorveglianza, Marianna e Giulia uscirono. Camilla e Pietro riuscirono a raggiungerle perché, appena arrivati dal bagno, Pinbidello disse loro che potevano tornare nelle reciproche stanze. I quattro si allontanarono senza farsi vedere da nessuno. Arrivarono al lago e salirono su una delle piccole barchette che erano ferme sulla riva.

Tutto procedeva bene, ma a metà del percorso spuntò fuori dall’acqua un polpo verde molto grosso che prese Marianna per una gamba, avvinghiandosi a lei con un tentacolo gigantesco. Gli amici provarono molta paura, ma cercarono una soluzione: subito iniziarono a colpirlo con i remi della barca, ma il polpo non si fermava. A Giulia venne un’idea: tirò fuori il suo flauto e iniziò a suonare la prima cosa che le passò per la mente. Fortunatamente quella strategia funzionò, infatti il polpo mollò Marianna e se ne andò. Attraversato il lago, il gruppo iniziò a cercare la casa del professore.

Dopo mezz’ora di cammino arrivarono ad una piccola casetta di legno, molto illuminata e piena di piante. Fecero una corsa e bussarono alla porta del professore che aprì molto sorpreso. I quattro gli spiegarono la situazione e gli fecero vedere l’uovo: lui disse che probabilmente l’animusi che c’era dentro era di una specie particolare e che quindi si comportava in modo diverso dalle altre specie. Per prima cosa, Gallocchio notò che l’uovo si calmava di più se stava fuori dalla borsa: di conseguenza capì che a quell’animaletto piaceva il freddo. Fatta questa deduzione, disse ai ragazzi:

- Passate la notte da me, perché probabilmente l’uovo si schiuderà fra qualche ora.

I ragazzi presero delle coperte e si sedettero sui divani messi a loro disposizione; intanto, il professore aveva sistemato l’uovo in una scatola e continuava ad osservarlo con una lente speciale. Dopo qualche ora iniziò ad aprirsi e uscì fuori un animale molto particolare: il pappagufo, un misto tra pappagallo e gufo. Aveva la faccia uguale a un gufo però il colore era blu con gli occhi gialli e un grande becco, il corpo era rosa, giallo e blu. Aveva delle zampe giganti anche se un po’ malferme: era una creatura dolcissima!



Il professore diede dei consigli a Marianna su come crescerlo e alla fine riaccompagnò il gruppetto alla scuola, promettendo di non raccontare alla preside della loro fuga.

I ragazzi andarono normalmente a fare colazione con i loro quattro animaletti. Marianna fece scalpore: tutti gli altri studenti erano stupiti dell’animusi mai visto nella scuola!

Marianna gli si era già molto affezionata e anche l’animusi a lei.

Il giorno stesso durante la lezione di chimichus musicus, Marianna stava prendendo appunti quando si sentì bussare alla porta. L’intera classe si girò a vedere chi fosse: era la preside!

Chiamò Giulia, Camilla, Marianna e Pietro i quali, un po’ sospettosi e impauriti, la raggiunsero.

- Dove eravate ieri sera? - chiese, dando l’idea di conoscere già la risposta: - ... perché Pino, dopo aver aggiustato il lavandino rotto, è venuto a cercarvi nelle vostre camere, ma …

- Siamo andati in cortile a liberare un po’ i nostri amici animusi! - mentì pronta Marianna.

La preside ci credette, o finse di farlo, e lì lasciò tornare alla lezione. Soddisfatti, i quattro amici poterono proseguire la loro esperienza nella scuola di ARMONIA.

Complimenti a Erika per la bella storia, ben scritta e ben strutturata. E anche per il simpatico disegno ;)

A presto per una nuova giornata ad Armonia.

Claudia :)


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